Lo diciamo spesso: tutti gli impianti sportivi, in particolare le piscine, sono energivori. Ultimamente lo dicono un po’ tutti, a dire il vero. Ma oggi è il tema è divenuto centrale quando si parla di scenari e addirittura della sopravvivenza dell’intero settore. Eppure le tecnologie e le soluzioni che consentono di ottimizzare i consumi esistono (chiedere a STS – SPORT THCNOLOGY SYSTEMS!). Solo che, un po’ in linea coi tempi del “tutto e subito”, forse si cercano scorciatoie invece di strade. Soluzioni anche semplici che, mettendo insieme differenti interventi, consentono un reale approccio strutturale, duraturo e misurabile. Le bacchette magiche insomma, lasciamole ad Harry Potter!
Certo il costo delle materie prime è il fattore più evidente. Ma, attenzione, non è l’unico!
Se infatti da un lato, anche in Italia, ormai tutti gli indicatori confermano che la pratica sportiva è in aumento – pur differenziata rispetto al passato, è la domanda in termini di aspettative e percezione del servizio la vera novità. Un fattore che, logicamente, ha finito per incidere molto sui costi.
L’età media di inizio della pratica sportiva tende sempre più a diminuire (circa il 23% della popolazione sopra i tre anni di età pratica attività fisica) e gli anziani attivi sono sempre di più. Si parla così di sport non solo nell’accezione più tradizionale, ma anche riferendosi ai frequentatori di centri fitness, anche acquatici, di studi personal, pilates ed olistici, come anche per le attività outdoor e tanto altro. La pandemia, diciamolo a bassa voce, ha cambiato insomma molte delle abitudini.
Studi vari confermano così che oggi in Italia tra impianti polisportivi, palestre varie – incluse le strutture outdoor, palazzetti e piscine, come anche centri tennis e padel, sono più di 150.000 ed in aumento: una situazione molto eterogenea dove i consumi ed i costi energetici sono, oggi più che mai, sempre più pesanti da sostenere. Soprattutto in un mercato dove i margini sui prezzi praticati si abbassano per effetto della concorrenza (un aspetto negativo della crescita), mentre si alza l’aspettativa dei praticanti in termini di servizi. Insomma: spogliatoi, docce e arredi di design sono sempre di più unità di misura della qualità percepita.
Serve quindi mantenere temperature e micro-climi specifici dei centri sportivi, soprattutto quanto trattasi di piscine e palestre, a loro volta divise in aree con funzioni distinte che peraltro variano l’attività nelle diverse fasce orarie. Ma questo è un compito gestionale non semplice nell’economia quotidiana dell’impianto. Oltre che costoso, se si considera poi che più del 60% di questi è stato costruito prima degli anni ’80: quando di efficienza energetica ancora non si parlava. Altro che spazi da climatizzare, qualità dell’aria e dell’acqua!
Ecco così che ci vengono incontro le esperienze e le tecnologie sviluppate da STS – SPORT THCNOLOGY SYSTEMS per la ottimizzazione dei consumi negli impianti sportivi. A partire dai sistemi doccia e phon, fino ad arrivare alla gestione dell’acqua per le piscine, quella calda per la climatizzazione invernale, quella sanitaria e quella refrigerata per la climatizzazione estiva degli ambienti. Ma con un occhio anche al ricambio d’aria ed ai consumi di energia elettrica per le attrezzature ginniche alimentate, il centro wellness, l’illuminazione e tanto altro necessario per offrire servizi sempre più attenti alle richieste di una utenza sempre più esigente.
Come dicevamo, non esiste un’unica soluzione, ma è necessario affiancarne differenti, ciascuna indicata per un utilizzo specifico. Per saperne di più vi suggeriamo di contattare i consulenti di STS – SPORT THCNOLOGY SYSTEMS per un primo confronto senza impegno.